Il Tartufo Bianco, scientificamente conosciuto come Tuber Magnatum Pico, è un fungo ipogeo che appartiene alla famiglia degli ascomiceti. Il tartufo si sviluppa sotto terra in simbiosi con la pianta, in particolare con la quercia, il salice, il tiglio e il pioppo.
A seconda dell’albero con cui entra in affinità può differenziarsi come finezza, intensità di profumo e colore, che arriva al caffè latte con venature chiare. Ogni cercatore di tartufi conosce i posti in cui può formarsi il prezioso fungo. Di qui l’alone di segretezza che circonda la ricerca. Quest’ultima è di norma aperta dal 15 settembre al 31 gennaio dell’anno successivo. Per qualità il Tuber Magnatum Pico raggiunge il suo optimum nell’autunno inoltrato.
Anche il mercato è regolato da un particolare rituale: i tartufi sono mostrati con circospezione e solo dopo un contatto diretto è possibile l’acquisto. Si consumano freschi ed il profumo viene esaltato da piatti semplici e caldi: fondute, risotti, tajarin, uova al paletto. Altri ottimi mariage vengono poi proposti dai numerosi ristoranti della zona, noti per la loro eccellenza e creatività. Il Tartufo Bianco, a seconda della stagione, si conserva dai 5 ai 10 giorni. Più è fresco, più è fragrante.
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